Burocrazie universitarie (i.e. Come perdere il tempo al posto di scrivere la tesi)

Oggi sono andata in Segreteria a consegnare il titolo provvisorio della tesi: Citizen Journalism.

La riga prevista non era abbastanza lunga per metterci il sottotitolo lungo che ho pensato, ma dalla reazione della signora dietro al banco avevo intuito che questo non era tanto importante per sua parte di lavoro (prendere il libretto, cioè, insieme alla domanda con marca da bollo appliccata).

Per consegnare il titolo definitivo, c’è da andare in Presidenza e, ovviamente, non era il caso di chiedere come mai non si potevano consegnare tutti e due fogli allo stesso tempo, nello stesso posto, nell’arco della stessa giornata, o come mai questi due uffici non sfruttavano le potenzialità degli computer collegati a rete ADSL che gli si trovavano davanti.

Forse perchè noi siamo più giovani, e quindi, ci muoviamo più facilmente da una parte di Firenze ad altra perdendo le giornate quando dovessimo invece stare appliccati al lavoro sulla tesi.

In ogni caso, ora c’è da organizzare tutto, e da arrivare alla forma finale del testo da consegnare, insieme ad, ovviamente, un’altra spesa da pagare- “la tassa di laurea”- giustamente, non tramite marca da bollo ma tramite un versamento che si può attuare soltanto andando in persona in una delle filliali della Unicredit. Giustamente, non si possono trasferire soldi dal nostro conto, e per carità, perchè uno dovrebbe usare il vantaggio di e-banking che il conto gli permette, quando ci si può fare una bella passegiata sotto il sole per poi rinfrescarci le idee mentre aspettiamo la fila in una delle filiali “airconditionned” della Unicredit.

Tanto, noi giovani di oggi, stiamo troppo appliccati ai computer, una camminata in più non ci farà del male.

Nei prossimi giorni, starò quindi a fare le file in Presidenza, in segreteria (ci devo tornare perchè il mio piano di studi è misteriosamente scomparso), alla Unicredit eccetera, e se poi mi rimane tempo, farò pure un’ intervista al ideatore di un sito di citizen journalism italiano, “La mia Notizia”, che poi riporterò in queste pagine.