Burocrazie universitarie (i.e. Come perdere il tempo al posto di scrivere la tesi)

Oggi sono andata in Segreteria a consegnare il titolo provvisorio della tesi: Citizen Journalism.

La riga prevista non era abbastanza lunga per metterci il sottotitolo lungo che ho pensato, ma dalla reazione della signora dietro al banco avevo intuito che questo non era tanto importante per sua parte di lavoro (prendere il libretto, cioè, insieme alla domanda con marca da bollo appliccata).

Per consegnare il titolo definitivo, c’è da andare in Presidenza e, ovviamente, non era il caso di chiedere come mai non si potevano consegnare tutti e due fogli allo stesso tempo, nello stesso posto, nell’arco della stessa giornata, o come mai questi due uffici non sfruttavano le potenzialità degli computer collegati a rete ADSL che gli si trovavano davanti.

Forse perchè noi siamo più giovani, e quindi, ci muoviamo più facilmente da una parte di Firenze ad altra perdendo le giornate quando dovessimo invece stare appliccati al lavoro sulla tesi.

In ogni caso, ora c’è da organizzare tutto, e da arrivare alla forma finale del testo da consegnare, insieme ad, ovviamente, un’altra spesa da pagare- “la tassa di laurea”- giustamente, non tramite marca da bollo ma tramite un versamento che si può attuare soltanto andando in persona in una delle filliali della Unicredit. Giustamente, non si possono trasferire soldi dal nostro conto, e per carità, perchè uno dovrebbe usare il vantaggio di e-banking che il conto gli permette, quando ci si può fare una bella passegiata sotto il sole per poi rinfrescarci le idee mentre aspettiamo la fila in una delle filiali “airconditionned” della Unicredit.

Tanto, noi giovani di oggi, stiamo troppo appliccati ai computer, una camminata in più non ci farà del male.

Nei prossimi giorni, starò quindi a fare le file in Presidenza, in segreteria (ci devo tornare perchè il mio piano di studi è misteriosamente scomparso), alla Unicredit eccetera, e se poi mi rimane tempo, farò pure un’ intervista al ideatore di un sito di citizen journalism italiano, “La mia Notizia”, che poi riporterò in queste pagine.

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Habemus Blog! (3 passi, lunghi, per arrivare a questo blog)

Fin’ora era tutto un caos composto da ricerca stile “serendipity”, appunti, segnalibri, stickies, post-it, e la sperimentazione di vari approcci per organizzare il materiale e presentarlo online.

I TRE PASSI PER ARRIVARE A QUESTO BLOG…

Dal inizio della mia ricerca a giugno, fino a oggi, ho costruito due tentativi di blog-tesi, per arrivare a questa, la terza, che credo sarà quella finale.

IL BLOG- TENTATIVO NUMERO UNO

Il mio account su Tumblr

Il mio account su Tumblr

La prima idea che ho avuto era di creare un microblog-tesi su Tumblr, che però poi dopo è diventato il mio sistema di segnalibri, in quanto si è presentato più utile come sistema di organizzare vari tipi di materiale tutti in un posto (testo scritto da me, link, foto, video, e citazioni), quanto non lo era come un blog vero e proprio per via della sua limitata visibilità per altri utenti.

COSA HO IMPARATO

Si è dimostrato uno strumento molto utile (più di quanto aspettato all’inizio), la scelta di utilizzare Tumblr per aggreggare il materiale interessante.

Più di quanto mi avrebbe potuto aiutare il tanto consigliato utilizzo dei siti “social bookmarking”, la pagina offerta da Tumblr si è presentata un’ottimo strumento per salvare e organizzare in uno solo posto tutti i link rilevanti che ho trovato negli ultimi 3 mesi.

Le opzioni di scrivere testo, di pubblicare video, fotografie, citazioni, o semplicemente link con descrizioni approfondite, mi ha offerto uno strumento unico per tenere tutti gli appunti in un posto, e mi ha permesso di poter fare una recapitulazione delle fasi di ricerca in un momento qualsiasi, grazie alla struttura-diario che mette la data accanto ad ogni post.

COSA NON ANDAVA BENE

Ho capito presto che la mia collezione su Tumblr era poco coerente per essere un blog-tesi, e quindi il mio secondo tentativo era quello di selezionare il materiale più interessante, e di metterlo in un altro blog.

Inoltre, Tumblr ignora il senso della community essenziale per ogni blog, e per quanto questo possa essere utile quando lo si usa come diario di ricerca, tanto non era quello che cercavo per il mio blog-tesi.

IL BLOG- TENTATIVO NUMERO DUE

Il mio blog su WordPress- Strumenti stile 2.0 per giornalisti

Il mio blog su WordPress- Strumenti stile 2.0 per giornalisti

Sono arrivata cosi’ ad un altro blog, questa volta offerto da WordPress, nel quale volevo specializzarmi offrendo solo un tipo di informazioni: strumenti stile 2.0 per giornalisti.

Grazie a questo tentativo mi sono messa in contatto con l’editore del prestigioso Smashing Magazine, che mi ha concesso di scrivere un articolo per loro sugli strumenti innovativi di ricerca online (questo magari, dopo la tesi)…

L’offerta era gradevole, ma per quanto riguarda la tesi, il mio nuovo blog era troppo ristretto per coprire tutti gli aspetti della ricerca, e poi la scelta di pubbliccarlo in inglese si era mostrata con un controeffetto: al costo di avere più lettori senza limite di paese, incosapevolmente mi sono limitata ad escludere dei lettori provenienti dal territorio d’interesse: quello italiano.

L’idea di partenza forse non era tanto sbagliata- ho scelto una lingua che parlino tutti, e ho cercato di non limitarmi sul territorio che mi circonda, in quanto la ricerca sui nuovi media impone un sistema di collegamento globale.

Alla fine, una delle rivelazioni più importanti della mia ricerca sicuramente era quella di capire quanto necessariamente siano collegati i concetti del globale e del locale.

Il BLOG- LA VERSIONE FINALE

versione finale (si spera)

Blog-tesi: versione finale