Intervista con Ashin Mettacara: Il monaco-blogger che ha vinto il Blogger’s Choice Award per il miglior blog politico

Tornare in Birmania gli garantirebbe l’arresto immediato, tortura e carcere a vita, in quanto l’autore di uno dei blog più letti sul tema della liberazione della Birmania.

Ashin Mettacara ha 27 anni ed è un monaco buddista di Birmania che vive in auto-esilio in Sri Lanka. Tornare in Birmania gli garantirebbe l’arresto immediato, tortura e carcere a vita, in quanto l’autore di uno dei blog più letti per quanto riguarda la liberazione della Birmania.

Ashin ha iniziato il suo blog nel settembre 2007. durante la più grande crisi in Birmania, e dice di aver smascherato i nomi delle persone che hanno partecipato nella complotta per la uccisione di altri monaci buddisti.

Mettacara ha vinto numerosi premi per il suo lavoro. E’ stato nominato per Il miglior blogger politico da Blogger’s Choice Award.

Lo stesso sito lo classifica come Il quinto miglior blog di tutti i tempi.

Nella giornata d’oggi, il suo articolo sull’autobus bruciato in Birmania, risulta in prima pagina del prestigioso sito per citizen journalism: NowPublic (NP). Anche lì nelle votazioni per il miglior membro di NP, risulta il primo più votato dagli utenti.

E comunque, Ashin dichiara e ripete- lui non è un citizen journalist- è solo un monaco buddista che vuole aiutare la sua gente. Accetta, infine, la ridefinizione del citizen journalism come un ruolo da svolgere nella società, più che una professione.

Gentile e disponibile, ha risposto subito alla richiesta per l’intervista.

N.L.: Mi potresti dire come sei diventato citizen journalist e blogger partendo dalla tua professione di monaco?

Mettacara: Io non sono un citizen journalist. Soltanto sto aiutando il mio paese.

N.L: Il citizen journalism è solo un termine per descrivere il ruolo dei cittadini che stanno contribuendo a distribuire le informazioni e i saperi, proprio come quello che fai tu. E’ più un ruolo del cittaddino nella società, piuttosto che una professione, sei d’accordo?

Mettacara: Si, concordo con questa affermazione.

N.L: Hai aperto il tuo blog in piena crisi in Birmania, a settembre 2007. Quando ti sei iscritto a NowPublic e perchè?

Mettacara: Non tanto tempo fà. Ormai sono due mesi da quando mi sono iscritto. L’ho fatto per essere la voce di chi non c’è l’ha (Birmania).

N.L: Hai detto che hai contribuito a smascherare e a pubblicare i nomi dei monaci che hanno assistito nel complotto per l’assassino di altri monaci. In che modo sei riuscito a farlo?

Mettacara: Ho tanti amici dentro la Birmania che mi aiutano mandandomi informazioni, foto, video…

N.L: Questi amici sono monaci come te?

Mettacara: No, non tutti. Sono delle persone di tutti i tipi.

N.L: In questo momento, ti trovi in Sri-Lanka, in quello che chiami auto-esilio. Potresti tornare in Birmania, volendo? Ti sentiresti tranquillo di farlo?

Mettacara: E’ sicuro al 100% che mi arresterebbero.

N.L: Fra gli tuoi amici che ti mandano le informazioni dalla Birmania, qualcuno ha avuto qualche volta dei problemi per via del materiale che ti hanno mandato?

Mettacara: Si, tanti di loro sono stati arrestati.

N.L: Il tuo articolo sull’incidente del pullman risulta oggi in prima pagina su NowPublic. Come sei arrivato alle informazioni? Chi te le ha mandate?

Mettacara: Mi hanno mandato le informazioni tramite e-mail, google talk, telefono. Ma non posso dire chi me li ha mandate, perché loro rischiano per farlo. Loro sono in pericolo.

N.L: Quanto è comune che la gente in Birmania ha conoscenze dell’utilizzo del computer e che ha internet a casa? I tuoi amici in Burma hanno un accesso facile a internet?

Mettacara: No. La conessione internet a casa è qualcosa che hanno non più di 100.000 persone su 60 millioni. E poi, gli internet cafè sono veramente pochi, e tanti di loro sono in posesso del regime militare. Quindi, devono usare internet con tanta cauzione.

N.L: Che cosa pensano le persone comuni in Birmania su quello che sta accadendo per quanto riguardano le libertà?

Mettacara: Vogliono essere liberi come te.

N.L: Il tuo blog può essere visto in Birmania, o il governo gli ha bloccato l’accesso? L’accesso ad alcuni altri siti è bloccato in Burma?

Mettacara: Si, il mio blog può essere visto in Burma. Il nostro cervello è più grande di quello del gruppo militare. Entriamo nei siti tramite l’utilizzo dei proxy. Ci sono tanti modi per farlo.

N.L: Qual’era il tuo livello di conoscenza dell’internet e dei computer prima dei protesti dei monaci in Birmania? Eri a conoscenza con i blog prima, li leggevi prima di diventare un blogger pure te, o questo era solo un mezzo con il quale sei venuto a conoscenza perché ti poteva aiutare a diffondere la tua parola sulla Birmania?

Mettacara: Internet é ancora nuovo per me. Lo sto utilizzando da due anni. Però noi non abbiamo avuto la possibilità di impararlo a scuola come voi: siamo auto-diddattici. Ora conosco alcuni linguaggi dei programmatori: C/C++, Java, Python, PHP, Ruby on Rails, etc.

N.L: Quanto è comune per un monaco buddista oggi di conoscere l’utilizzo dell’internet e del computer in genere? Sei un eccezione, una parte dell’elite?

Mettacara: Questo è una buona domanda. E’ difficile rispondere. E’ impossibile contare quanti monaci usano internet, ma io penso veramente pochi. Io appena sapevo cos’era il computer e non ho mai visto uno in Burma. Ci sono tanti monaci come me, anche se posso dire anche che sia all interno di Burma, che al suo esterno, il numero totale dei monaci buddisti che usano internet non è più di cinque mila.

N.L: In quale modo la tua posizione e il tuo essere monaco ti privilegia a fare i tuoi contributi da blogger?

Mettacara: Mi sono appena laureato. Poi, al momento, sono anche libero. Da una parte, sono privilegiato. Dall’altra parte, non posso tornare nel mio paese.

Ho creato il blog il 26 settembre del 2007. Il primo era molto conosciuto fra la communità dei blogger in Burma. L’ho creato per il gruppo.

Poi, ho creato altri due blog con il mio nome- uno, in birmanese, l’altro in inglese. Ho procurato ultime notizie, reportage, e video durante le proteste dei monaci.

N.L: Hai vinto diversi premi per il tuo lavoro da blogger. Ci potresti elencare alcuni?

Mettacara: Questo non lo posso dire. Non mi voglio vantare. Cointinuerò a fare quello che posso.

N.L: Com’é una tua giornata normale, a parte le otto ore che hai detto che dedichi al blog?

Mettacara: In questo momento, dormo veramente poco, ma questo lo dovrò cambiare dopo. Per la mia giornata normale, mangio, e faccio meditazione.

N.L: Il monaco è una guida spirituale per la gente. Mi puoi spiegare qual’è la conessione particolare fra la tua vocazione di monaco, e te come qualcuno che diffonde le notizie sulla Birmania nel mondo?

Mettacara: E’ il mio desiderio di diffondere le notizie sulla Burma nel mondo perchè la maggior parte delle persone non conosceva prima la situazione in Burma. Quindi, è solo un’introduzione. La conessione fra la gente e i monaci in Burma, è come quella fra Dio e credenti.

N.L:Durante la nostra conversazione informale, hai detto che speri che ognuno possa avere internet, e diffondere i suoi saperi, come uno strumento per diffondere la libertà. Come vedi il futuro delle notizie e dell’internet?

Per ora sono all’inizio. Prima dobbiamo vincere la libertà d’espressione in paesi come Burma. Stiamo ancora combattendo. Per ora, pare che sto solo parlando di dov’é la battaglia e cosa è successo là.

Tu lo sai che tante persone non conoscono nemmeno le notizie interne. Veramente poche sono le persone che ascoltano le radio dall’esilio, e che capiscono le notizie. Quindi, abbiamo bisogno di tante radio.

N.L: Il tuo ruolo da blogger può concordare con il tuo ruolo da monaco?

Mettacara: Per ora si, ma non posso essere blogger ancora per tanto. Solo per il momento.

N.L: Ti trovi in Sri Lanka. Ci sono le similarità per quanto riguarda le politiche di censura, o Sri Lanka è un paese molto più libero rispetto alla Birmania?

Mettacara: Sri Lanka è meglio del nostro paese. Hanno la libertà d’espressione. Non come Singapore, China e altri paesi mostruosi.

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Alcune screenshot dell’intervista:

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5 Risposte

  1. Bellissima e commovente. Brava Nela questo è buon giornalismo. Un’intervista che ci racconta non solo della terribile situazione in cui si trova il popolo Birmano. Ma anche un reportage su come i nuovi media possano essere al servizio – altrettanto e più di quelli tradizionali – della libertà di espressione. Qui si vede davvero il citizen journalist all’opera!
    dvd

  2. Ciao Nela, sono Paolo. Sono studente di Media e Giornalismo. Ho letto la tua intervista e volevo farti i miei complimenti per la tua iniziativa di avere contattato il monaco della Birmania e per gli ottimi contenuti del tuo lavoro.
    Se posso, volevo consigliarti, di pubblicare questo post su degli Aggragatori- Web per diffondere il tuo interessantissimo articolo e far conoscerte il tuo blog!

    Quelli piu validi sono:
    http://www.fai.informazione.it
    http://ziczac.it/

    ciao
    ^_^

  3. Brava Nela! L’intervista mi e piacciuto tanto in quanto le domande semplici ti fornivano chiaramente la realta della Birmania. Concentrarsi sul grande aiuto che porta internet anche in realta cosi difficili e stato una intelligente idea. Sopratutto mi e piacciuto la domanda in cui chiedevi a questo monaco-blogger se si sentiva un eccezione o una parte dell’elite. Continua cosi.

  4. ho segnalato brevemente questa tua intervista qui http://webgol.tumblr.com/post/50276731/questo-piccolo-screenshot-a-margine-del-post-mi-ha

    molto bene e avanti così. Se posso, un consiglio: io la metterei anche in inglese, in originale: può essere interessante anche per un pubblico internazionale

  5. Hola!
    ¿Qué estás hablando conmigo? I stand en virtud de su idioma.
    con amorosa bondad

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