Il collegamento fra i tecno-gadgets e lo sviluppo del citizen journalism

La trasformazione delle testimonianze da due righe di citazione al citizen journalism è avvenuta quando la parola ha cessato di essere l’unico strumento di documentazione e di comunicazione della testimonianza del cittadino comune.

Premessa a questo capitolo

La nascita del citizen journalism ha le sue radici molto prima della diffusione dell’ internet ad alta velocità, e dei gadget tecnologici fra i cittadini comuni.

Internet e le nuove tecnologie hanno contribuito alla popolarizzazione e alla divulgazione del giornalismo dei cittadini (rendendo il processo di documentazione e di trasmissione più immediato), più di quanto hanno posto le basi alla nascità del fenomeno stesso.

Questo capitolo cercherà le basi del citizen journalism nella stessa natura del giornalismo tradizionale. Dall’altro lato, si cercherà di spiegare come la diffusione dei gadget tecnologici ha contribuito a rendere il cittadino comune un giornalista più attendibile. Finalmente, si valuterà l’immediatezza dello strumento fotografico come un meccanismo di successo per il giornalista-cittadino.

IL CITTADINO TESTIMONE: DALLE VIRGOLETTE, ALLO SCOOP DI PRIMA PAGINA

Le testimonianze dei cittadini negli avvenimenti di grande importanza sono state da sempre alla base di un buon articolo giornalistico. Sopratutto nella cultura giornalistica anglosassone, si consiglia l’inclusione delle citazioni della gente comune, potenzialmente in tutti gli articoli giornalistici, e sopratutto quelli ti tipologia “hard news”.

Se alla base di giornalismo c’è la notizia, alla base del citizen journalism c’è la testimonianza diretta, e se la testimonianza diretta ha costituito da sempre una parte inevitabile del giornalismo, allora la nascita del citizen journalism deve essere cercata nelle radici del giornalismo tradizionale, nella natura stessa della notizia, per non andare oltre, a cercare le radici di essa nel passaparola delle comunicazioni interpersonali non-mediate.

Giornalismo dei cittadini comuni è un giornalismo soggettivo ed è proprio qua che risiede il suo valore. La notizia dei citizen journalists è una notizia personale, spesso una documentazione di una testimonianza, di un’ esperienza.

La trasformazione di queste testimonianze da due righe di citazione al citizen journalism è avvenuta quando la parola ha cessato di essere l’unico strumento di documentazione e di comunicazione della testimonianza del cittadino comune.

I cosiddetti gadget tecnologici a portata di mano di cittadini in forma ti telefonini con modalità di ripresa fotografica, video, audio, hanno aggiunto al cittadino comune un’arma che ha fatto sì che la sua testimonianza dell’accaduto non era più soggettiva e poco verificabile.

Con questa nuova arma, il racconto del cittadino qualsiasi ha guadagnato affidabilità e credibilità.

La fotografia e il video sono degli strumenti di ripresa della quotidianità più obiettivi di quanto è la parola, in quanto disegnano un’immagine più realistica, più diretta, e più staccata.

Il racconto di un testimone sconosciuto fa sorgere i dubbi fra i fruitori della notizia, che richiedono i fatti provabili. I giornalisti così (italiani più di quelli anglosassoni), tentano ad aggiungere degli aggettivi e titoli, sperando di alzare così i livelli di credibilità del testimone.

Si suppone così, per esempio, che la testimonianza di un incendio domestico offerta da un vicino di casa avvocato o professore, porta più credibilità di quanto lo possa fare la testimonianza di un giardiniere extracomunitario con diploma di scuole medie, pur essendo che nessuno di loro è esperto di incendi.

Le testimonianze citate negli articoli e nel telegiornale, rimangono così degli strumenti che aggiungono colore, ma non hanno valore obiettivo di notizia.

Quando si tratta, invece, di una fotografia dello stesso incendio, fatta da un giardiniere extracomunitario con diploma di scuola media, non è più il titolo degli studi o la provenienza che conta, ma soltanto la qualità dell’immagine scattata e la possibilità di distribuirle ad un numero elevato di persone.

L’immagine ferma diventa essa stessa una testimonianza.

Così si arriva al perché della affermazione che “la fotografia è lo strumento più adatto alla modernità”. La immagine ferma porta il primo posto anche rispetto al video, in quanto è più immediata e più veloce; in conseguenza, risulta un’ottimo strumento per affrontare i fatti della quotidianità frenetica della città.

I studi della Knight Citizen News Network (KCCN) hanno mostrato che i partecipanti dei siti per giornalismo partecipativo sono molto più inclinati verso fotografia, che verso lasciare articoli scritti. La fotografia è lo strumento più immediato, ed è anche spesso distaccata dalla personalità del suo autore, mentre i post scritti richiedono una molto più difficile propensione alla scrittura giornalistica. Anche i podcast sono molto più rari fra i giornalisti-cittadini secondo la stessa ricerca della KCCN, in quanto la pubbliccare la propria voce può ancora essere imbarazzante a chi non è abituato ad avere a che fare con i mass-media.

I mass-media professionali hanno subito riconosciuto il valore di notizia che può avere un contributo fotografico da un cittadino comune, testimone di un evento notiziabile. La fotografia di un cittadino qualsiasi non viene scartata mai per via delle caratteristiche personali di chi l’ha scattata, come, dall’altro lato, lo possono essere le testimonianze scritte e la scelta di citare persone delle quali il background potrebbe risultare poco credibile.

Si valuta soltanto la qualità e la notiziabilità della fotografia in questione. Se valutata positivamente, viene pubblicata.

Numerose sono le pratiche dei mass-media professionali che mirano ad incitare i cittadini a consegnare il materiale alle loro redazioni. Le collaborazioni fra i cittadini comuni e professionisti, sotto il tetto dei mass media professionali, si chiamano casi ibridi fra giornalismo professionale e quello dei cittadini.

Questa tipologia di citizen journalism verrà esaminata in uno dei capitoli seguenti; per il momento, basta nominarne due casi, di cui uno è giornalismo open source, dove si invitano i cittadini ad aiutare ai giornalisti a completare articoli contribuendo con i loro saperi e conoscenze; l’altro invece, riguarda l’utilizzo delle fotografie dei cittadini comuni da parte delle grandi compagnie mediatiche.

Il giornalismo open source si basa sulla dipendenza dalle conoscenze specializzate dei cittadini non-giornalisti. Una persona qualsiasi potrebbe essere un contribuente valido per via del suo sapere specializzato, o per via della testimonianza immediata. In alcuni casi, giornalismo open source si può chiamare anche un giornalismo wiki, se si tratta di pratiche di creazione di notizie senza intermediazione di giornalisti-professionisti.

Sia il giornalismo open source, che il giornalismo wiki finora hanno avuto successi discreti, per via del complicato processo di realizzazione. Dall’altra parte, l’impatto generale di questo tipo di giornalismo è ristretto in quanto richiede saperi specializzati del cittadino (non si tratta più, quindi, di un potenziale cittadino qualsiasi, ma delle élite ristrette).

Con la fotografia, invece, grazie alla sua immediatezza, si sono sviluppati degli esempi che hanno avuto tanto successo. Le grandi compagnie come Getty Images e Reuters si sono aperte verso il fotogiornalismo dei cittadini e dichiarano grandi valori aggiuntivi che le fotografie dei non-professionisti procurano rispetto a quelle dei fotografi dell’agenzia, dei quali sopratutto l’originalità e creatività.

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